Egitto

Deserto bianco e oasi dal 26 marzo al 3 aprile 2006

La meta scelta per questo viaggio era inizialmente l'Etiopia. Tutti e tre eravamo d'accordo, avevo prenotato i voli, contattato un serio operatore locale e scelto un programma che in 9 giorni ci avrebbe permesso di visitare il nord del paese. Purtroppo gli scontri di piazza ad Addis Abeba hanno preoccupato i miei due compagni di viaggio così dopo aver preso in considerazione altre mete, abbiamo scelto l'Egitto. Per la precisione le oasi egiziane ed il deserto bianco. Per praticità abbiamo acquistato il viaggio da un tour operator italiano che propone questo itinerario con autista, guida parlante italiano e jeep a disposizione. Volendo risparmiare qualche euro ci si può rivolgere direttamente ad un operatore locale. I pernottamenti sono avvenuti in hotel con servizi

privati ed in tenda "igloo" nel deserto (servizi...sotto le stelle). Le tende, i materassini ed i sacchi a pelo sono stati forniti dall'organizzazione. Tutti i pasti sono stati consumati in ristorantini e hotel, ad eccezione della cena cucinata al campo dal nostro autista.

Il Cairo - ricordavo il traffico caotico di questa grande città, un'ora e più per raggiungere l'hotel. Depositiamo i bagagli e via sul primo taxi che troviamo. Ma dove andiamo? Sono le cinque di pomeriggio e purtroppo tanti siti che vorremmo rivedere sono chiusi così ci facciamo portare a Khal el-Khalili. Fa caldo ed il bazar è semideserto. Vagabondiamo senza meta, Silvia comincia con lo shopping mentre Claudio ed io ci limitiamo a guardare, senza troppo interesse, le vetrine dei negozi. Ceniamo in un ristorante economico e rientriamo in hotel.

Oasi di Baharia - abbiamo lasciato da poco la grande città, i ritmi frenetici sono stati sostituiti dalla quiete, la vita nelle oasi, piccole o grandi che siano, è diversa. Anche noi siamo più rilassati quando visitiamo Bawiti, il villaggio principale dell'oasi nel cui piccolo "museo" sono conservate alcune MUMMIE DORATE scoperte nel 1999. Ben conservata anche la tomba di BENNENTIU, mentre ci delude quel che rimane del tempio di Alessandro Magno. Di tanto in tanto sostiamo presso alcune sorgenti termali, l'acqua calda è invitante ma le vasche sono spesso occupate da bambini e anziani insaponati.

Il deserto bianco - spettacolari le bianche formazioni calcaree presenti, di ogni forma e grandezza. La nostra guida sta cercando la posizione migliore per l'allestimento del campo. La tenda che divido con Silvia ha visto giorni migliori ma dovrebbe reggere per un altro giorno. Il tramonto dipinge nuovi colori sulle bianche rocc e scalda i nostri cuori. In attesa della cena cucinata dal nostro autista, ci distendiamo sulle coperte e vediamo i fuochi di altri campi. Siamo nel deserto ma non siamo soli. Anche un fennec ci fa compagnia, mi si avvicina e prende un pezzetto di carne dalle mie mani. Le stelle brillano nel cielo, chiudo i miei occhi con un sorriso ed un ringraziamento.

Oasi di Farafra - siamo solo di passaggio nella più piccola delle oasi, ci fermiamo giusto per una visita alla casa/museo di Badr un artista locale conosciuto anche all'estero per le sue sculture piuttosto originali. Mentre autista e guida sono in pausa "fumatina", facciamo un giro in centro per negozi...

Oasi di Dakhla - pranzo in hotel e partenza con destinazione El Kasr, una cittadella fortificata con un bel minareto del XII secolo. La città è tuttora abitata e conserva un certo fascino, nonostante gli evidenti segni del tempo (crolli e muri pericolanti). Ho promesso a Silvia un bagno nella piscina termale dell'hotel quindi prima di cena mi tocca. La temperatura è piacevole e l'acqua giova alla nostra pelle.

Oasi di Kharga - la più importante e la più estesa. Per la prima volta da quando siamo in Egitto ci viene assegnata una scorta. Anche l'hotel che ci ospita è presidiato dalla polizia, pochi turisti ma tanti poliziotti. Il sito più interessante è senza dubbio la necropoli cristiana di Al Bagawat con le sue cappelle decorate (Cappella della Pace, Cappella dell'Esodo).Altri siti interessanti sono il tempio fortificato di Al-Ghuweta, il tempio di Dush ed il tempio di Al-Zayyan. Chiuso per lavori il tempio di Hibis. Molto interessante il museo presente in città. Abbiamo un paio di ore libere prima di recarci al mercato con la guida, quindi con Claudio decidiamo di uscire dall'hotel per dare un'occhiata a questa grande città. L'hotel è situato fuori dal centro, camminiamo per diversi km fino a quando alla nostra destra notiamo una chiesa. Ci avviciniamo e chiediamo al poliziotto se possiamo entrare, glielo chiedo in inglese ma purtroppo non intende. Ci accompagna davanti all'entrata (in pratica la chiesa è circondata da un alto muro) che viene aperta da un ragazzino. Costui non parla inglese ma capisce che vogliamo vedere la chiesa. Ci fa da cicerone e come per magia ci ritroviamo in Etiopia... la chiesa è cristiano ortodossa! Ringraziamo il ragazzo con una offerta per la chiesa ed usciamo soddisfatti ed assetati. Acquistiamo una bibita e ci sediamo in una fumeria. La tranquillità viene interrotta dall'arrivo della polizia che vuole a tutti i costi proteggerci dal vecchietto che in santa pace sta fumando la sua shisha....

Lasciata El Kharga, siamo diretti a Luxor. Ci fermiamo a Baris per permettere all'autista e alla guida la solita pausa fumo. E' un centro abitato piuttosto vivace con molta gente a chiacchierare in strada, sui muri delle case alcuni "murales" testimoniano i pellegrinaggi fatti alla Mecca dai proprietari. Silvia scatta foto in continuazione e viene invitata a visitare la casa da una giovane donna. Arriviamo a Luxor nel primo pomeriggio, pranziamo in un ristorante troppo turistico e affollato, quindi dopo aver depositato i bagagli in hotel prendiamo un taxi e ci facciamo portare a Karnak. Certo non sarà una visita accurata ma vogliamo solo perderci all'interno della sua maestosità e chiudere in bellezza questo nostro viaggio. In calesse ci dirigiamo al tempio di Luxor ed aspettiamo il tramonto. La temperatura scende, siamo esausti ma teniamo duro e torniamo indietro nel tempo. Centinaia di persone stanno facendo la stessa cosa. L'atmosfera è particolare, i colori cambiano e noi vogliamo a tutti i costi fermare questi momenti fotografando a più non posso. Fermare il tempo che in realtà non è mai passato. La notte è calata, camminiamo lentamente lungo il viale delle sfingi e prendiamo un taxi per fare ritorno in hotel. Cena rapida e dopo aver salutato Claudio che domani tornerà in Italia (Silvia ed io ci fermeremo ancora un giorno) tutti a nanna. Giornata a nostra completa disposizione. Silvia vuole rilassarsi in piscina mentre io ho già deciso che visiterò un paio di musei. Prendo un taxi, prima tappa il Museo della mummificazione, piccolo ma completo di tutte le informazioni e reperti che fanno capire ancora meglio questo particolare e complicato processo per la conservazione dei corpi. Fuori dal museo ritrovo il mio taxi con il quale mi ero accordata in precedenza. Prossima destinazione il museo di Luxor, dove perdo completamente la cognizione del tempo. Il percorso da seguire è ben segnalato, i numerosi reperti sono molto interessanti. Proprio quello di cui avevo bisogno. Ritorno in hotel e raggiungo Silvia in piscina, mangiamo qualcosa e ci godiamo questo ultimo giorno di vacanza.


 
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